Commemorazione della vittoria cubana a Playa Girón in ricordo di Tina Costa
Questo 19 aprile 2019, dalle h. 17:30, presso l’ Ambasciata
della Repubblica di Cuba in Italia, in via Licinia n. 7, si è svolta una
Celebrazione in memoria di quanto accaduto il 19 aprile 1961, quando gli Stati
Uniti subirono la prima sconfitta militare per mano dei miliziani cubani, che
insieme al popolo in armi difesero la Rivoluzione a Playa Girón (nota come Baia
dei Porci). La Celebrazione ha anche onorato la memoria della partigiana Tina
Costa, deceduta poco più di un mese fa. Alla celebrazione erano ovviamente
presenti numerosi membri del corpo diplomatico dell’Ambasciata della Repubblica
di Cuba in Italia, ma anche rappresentanti del corpo diplomatico dell’
Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela In Italia e la Presidenza
dell' Ass. Nazionale Partigiani d' Italia. Numerosi sono stati gli iscritti e i
simpatizzanti dell’ Ass. la Villetta per Cuba, tra cui ricordiamo l’ autorevole
presenza del prof. Mordenti. Il Presidente dell’ Ass. La Villetta per Cuba,
Luciano Iacovino, ha tenuto un commovente discorso in onore della sua amica e
compagna di numerose lotte, Tina Costa. Molti erano i presenti, tra le diverse
Ass. pro Cuba e i numerosi Partiti della Sinistra Comunista. Ricordiamo la
presenza di Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale del PRC, di Marco Rizzo,
Segretario Nazionale del PC, e numerosi membri e dirigenti dell’ Ass. Nazionale
di Amicizia Italia Cuba, tra cui il Presidente dell’ omonimo circolo di Ostia
Antica, Luciano Forconi.
L' Ambasciatore di Cuba presso la Repubblica Italiana, José Carlos Rodríguez
Ruiz, ha tenuto un lungo ed avvincente discorso, ricordando sia la storica
sconfitta dell’ imperialismo USA alla Baia dei Porci, sia l’ eroico impegno
civico della partigiana italiana Tina Costa. Mentre il Primo Segretario agli
Affari Politici, Mauricio Alejandro Martinez Duque, ha pronunciato un
appassionante discorso in ricordo della combattente ed amica di Cuba, Tina
Costa, facendo diversi parallelismi con l' eroica guerrigliera cubana Celia
Sánc.hez Manduley (Maggio 9, 1920 – Gennaio 11, 1980), donna che fu il braccio
destro del Comandante Fidel Castro.
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Brevi cenni storici
Questa vittoria storica del 1961 fu consumata in meno di 72 ore in cui gli
Stati Uniti avevano bisogno di stabilire una testa di ponte e, quindi,
addestrare controrivoluzionari, per soffocare nel sangue il governo
rivoluzionario cubano.
Il piano d’invasione militare era stato approvato dal presidente americano
Dwight D. Eisenhower, che ordinò l'inizio del reclutamento di mercenari di
origine cubana, che eseguirono la tentata invasione. Ognuno di loro ricevette
225 dollari al mese, più altri 50 per il primo figlio e 25 per il resto.
I dati: per l'invasione della Baia dei Porci sono stati assegnati 4,4 milioni
di dollari, un numero che si è moltiplicato diverse volte. Inoltre, sono stati
creati 13 campi di addestramento militare in Guatemala, Nicaragua, negli Stati
Uniti e nelle loro basi militari del Porto Rico e nelle aree del Canale di
Panama.
Più di 1.500 uomini armati, carri armati da guerra, artiglieria da campo e 30
aerei statunitensi hanno invaso la Baia dei Porci il 17 aprile 1961, nella
Ciénaga de Zapata, nel centro dell'isola di Cuba.
Il 15 aprile 1961 un aereo A-26, con una bandiera cubana sulla fusoliera,
bombardò gli aeroporti militari di Ciudad Libertad, San Antonio de los Baños e
l'aeroporto Antonio Maceo di Santiago de Cuba. Questa operazione ha comportato
la distruzione di meno della metà dell'aviazione cubana.
Mercoledì 19 aprile 1961, le forze d'invasione sono state lasciate indietro e
circondate dalle forze armate cubane che le hanno portate alla resa.
La CIA aveva preparato due piani per invadere Cuba attraverso la forza militare
composta da esuli cubani, la cosiddetta Brigata 2506. Il Piano Trinidad aveva
come scopo il rovesciamento di Fidel Castro, ma non ottenne il sostegno
necessario. Il secondo, chiamato Plan Zapata, pianificò lo sbarco mercenario a
Playa Girón nella Baia dei Porci.
Fidel Castro Ruz, non diede un minuto di tregua al nemico e alle 17:30 del 19
aprile, l'invasione fu completamente sconfitta, sebbene a un costo elevato per
i combattenti rivoluzionari e la popolazione civile, fino a 176 morti, 300
feriti e 50 disabili.



